giovedì 17 ottobre 2013

Kebab

Volete sapere di che cosa è fatto il Kebab? Nemmeno io vorrei, ma ormai l'articolo l'ho letto, e quindi ve lo beccate pure voi!

Uno studio nutrizionista inglese ha analizzato vari alimenti consumati nel regno unito, tra cui anche il panino medio orientale oggi molto di moda. Il risultato? la metà (scarsa) è muscolo che proviene in parte da pollo e vitello, ma anche da pecora, maiale e tacchino. Interessante poi che quasi il 10% di questa carne provenga da bestie che il laboratorio non è riuscito ad individuare.

Ma non è finita qui: il resto dello spiedone gigante è composto da un misto di quinto quarto (polmoni, cuore, milza, lingua) e altre parti ancora meno appetitose, come ossa, grasso, bulbi oculari... Gnam gnam!

Ah, dimenticavo: in quasi tutti i kebab analizati si è notata una certa presenza di batteri Escherichia Coli, ovvero merda.

Bon Apetit!

QUI la fonte

sabato 22 giugno 2013

Giugno '13

E' da parecchio che non aggiorno questo blog, purtroppo la vita ha i suoi impegni. Tutto però procede nella campagna, seguendo i ritmi e le stagioni, e nonostante tutto io e mia moglie cerchiamo di dedicare giornalmente del tempo all'orto. Che ci sta dando delle belle soddisfazioni... Cogliere dei frutti della Natura che hai curato tu, che hai visto crescere, a cui hai parlato, dedicato tempo, attenzioni e amore, è qualcosa di impareggiabile. Li assapori con uno spirito diverso, con un gusto diverso. Con rispetto. Capisci davvero come tutto sia connesso, come l'Uomo sia parte della Natura, e non al di sopra di essa...

Ecco com'è l'orto adesso

E pensare che ad Aprile era così...

domenica 7 aprile 2013

Un incontro inaspettato...

Oggi pomeriggio ho fatto una passeggiata per la campagna con mia nonna, ascoltando le storie dei tempi passati e raccogliendo erbe di campo per la cena di tradizione contadina che amo preparare la domenica sera.
Mentre camminavo lungo una siepe, ho notato in lontananza un batuffolo grigio chiaro, proprio in mezzo al sentiero. Mi sono avvicinato piano, per vedere se da lontano avevo visto bene... e così era: un porzel da rust o riz da siesa. Insomma, un bel maschio adulto di riccio.
Mentre lo guardavo dormire respirando profondamente, si è svegliato, si è stiracchiato come fanno di solito i gatti, infine ha aperto gli occhi, guardando incuriosito quei due che sorridevano e lo osservavano...
In questi momenti ricordo sempre le parole di mio nonno, ogni volta che passeggiando per campi ci imbattevamo in questi spettacoli: guarda, ragazzo, quanto è meravigliosa la Natura quando la lasci in pace...





martedì 19 marzo 2013

Riguardo agli Hobbit


 Ho sempre amato l'universo immaginario di Tolkien, ed in particolar modo la sua visione del tranquillo popolo degli Hobbit che vivono nella tranquilla, semplice, verde Contea... Credo che per descrivere pienamente questa gente non ci siano parole migliori di quelle dello stesso autore, nella loro rivisitazione utilizzata per il film Il Signore degli Anelli.





"Gli Hobbit vivono e coltivano i quattro decumani della Contea da centinaia di anni, contenti di ignorare ed essere ignorati dal mondo della Gente Alta. Dopotutto, poiché la Terra di Mezzo è piena di innumerevoli strane creature, gli Hobbit devono sembrare di scarsa importanza, non essendo ne rinomati come grandi guerrieri, ne considerati tra i più saggi.
In effetti alcuni hanno osservato che l'unica vera passione degli Hobbit è il cibo: un'osservazione ingiusta, visto che abbiamo anche sviluppato un profondo interesse nel preparare la birra, e nel fumare l'erba-pipa... Ma dove il nostro cuore veramente palpita è la tranquilla, silenziosa, buona terra coltivata, poiché tutti gli Hobbit hanno amore per le cose che crescono.
E così la vita nella Contea va avanti, più o meno come in questa passata era, piena dei suoi andirivieni, con cambiamenti che avvengono lentamente... Sempre che avvengano. Perché le cose sono fatte per durare, nella Contea, passando da una generazione all'altra.
C'è sempre stato un Baggings ad abitare qui, sotto la collina, a casa Baggins... e ci sarà sempre."




domenica 17 marzo 2013

Imbottigliare secondo la Luna



Il vino è la poesia della terra.

Mario Soldati - La Messa dei Villeggianti







In un precedente intervento avevo parlato di come fosse importante seguire i ritmi naturali, e nello specifico l'andamento della luna. Questo pomeriggio ho imbottigliato alcune damigiane di vino, e nel farlo mi sono venuti in mente gli insegnamenti di mio nonno per imbutigliar drio 'a luna.

Secondo tradizione il momento migliore per imbottigliare i vini è quello che dalle mie parti si chiama la lunansa de primavera, ovvero la lunazione del mese di marzo. Questo periodo è ottimale per imbottigliare soprattutto i vini che verranno consumati durante l'anno, perché durante l'inverno il vino ha riposato, lasciando depositare i fondi solidi. Per i vini da invecchiare si preferisce invece il mese di settembre.

Qualunque sia il periodo scelto per imbottigliare, vediamo come la tradizione consiglia di procedere in base alla fase della luna.
Luna Crescente (primo quarto): si imbottigliano i vini frizzanti
Luna Calante (ultimo quarto): si imbottiglia qualsiasi tipo di vino, specialmente quelli dolci e da invecchiare
La Luna Piena va bene per imbottigliare qualsiasi tipo di vino, mentre con la Luna Nuova è sempre bene non lavorare.

L'ultimo dei consigli che mi ha sempre dato mio nonno è che per imbottigliare bisogna sempre scegliere una bella giornata di sole e senza vento, utilizzare bottiglie di vetro scuro ben lavate e ben asciutte.

Buon lavoro...

venerdì 15 febbraio 2013

Lavorare secondo la Luna


Tradizionalmente la Luna è sempre stata colei che ha dettato i ritmi ed i tempi dei lavori in tutto il mondo contadino. Si credeva che i suoi influssi facessero crescere meglio le messi, invecchiassero meglio il vino, influenzassero in un modo o nell'altro tutto il mondo naturale. Inoltre, una cosa così bella e luminosa non può che essere anche benevola per i suoi figli sulla terra...

Oggigiorno però l'imperante cultura scientifica bolla come assurde superstizioni queste antiche usanze, affermando ottusamente come in un moderno processo alle streghe che, seppur la Luna influenza indubbiamente le maree,questa non può aver in alcun modo influenza sulle piante, sugli animali o su prodotti come il vino.

Noi, da saggi ignoranti quali siamo, sappiamo invece come la Luna influenzi gli umori, la crescita delle piante, la qualità dell'imbottigliamento del vino, insomma tutti gli aspetti della nostra vita naturale. Per questo ancora oggi ci serviamo di lunari, e rispettiamo le antiche tradizioni. Forse noi ignoranti non sapremo il perché od il percome, ma abbiamo l'umiltà di riconoscere una realtà più grande di noi: la Luna influenza tutte queste cose. E ci comportiamo di conseguenza...

Per questo motivo ho deciso deciso d'inserire in questo blog le antiche usanze secondo le quali imbottigliare, potare, seminare. Insomma, tutti i dettami della tradizione contadina per poter lavorare secondo la Luna.
Come i nostri padri prima di noi...

domenica 20 gennaio 2013

Bigoi in Salsa

Semplici. Tradizionali. Buoni. Quale modo migliore per inaugurare la rubrica di De Agri Cultura dedicata alle ricette della tradizione Veneta, se non con questo piatto?
I bigoi sono una pasta all'uovo tipica della cucina veneta, e si ottengono impastando a mano gli ingredienti e trafilando poi l'impasto con un apposito torchio, detto biogoearo. Quando si doveva mangiare di magro, come per esempio la sera della vigilia di natale, la scelta cadeva di solito sui bigoi in salsa: semplici, leggeri e insieme molto, molto gustosi.


BIGOI IN SALSA
x 4 persone
400g di bigoi (oppure spaghetti di grosso diametro)
6 sarde sotto sale
1 cipolla bianca
pepe
olio d'oliva

Versare in una padella qualche cucchiaio di olio d'oliva, aggiungere la cipolla tagliata in mezze rondelle ed affettata molto finemente e stufarla leggermente. Prima che prenda colore aggiungere le sarde, ben ripulite, e lasciare che si sciolgano, amalgamandosi per bene. Lessare la pasta, scolarla e saltarla direttamente nella padella con la salsa, aggiungendo una buona presa di sale.
Servire molto caldi, senza aggiungere prezzemolo, formaggio o altri ingredienti.

Buon appetito!